1755, Benedetto XIV ed il Marchesato d'Arunte
 
1755
Gregorio Brunacci-Consalvi
viene nominato “Marchese” da Papa Benedetto XIV
Come abbiamo visto, il Cardinale e tutti i componenti della sua famiglia vengono registrati nei vari atti di battesimo, matrimonio e morte, con il titolo di “Marchesi”.
Il Marchesato, di cui il Cardinale e la sua famiglia sono titolati, è quello dei Marchesi del Castello d’Arunte, allora situato nel territorio di Toscanella (oggi Tuscania), sui cui terreni ad esso circostante era appunto costituito il Marchesato della famiglia. I ruderi del Castello d’Arunte sono ancora visibili oggi in Località Montebello.
Dalla Rivista Araldica del 1941 (Anno XXXIX – N. 9-10, Roma, 20 Settembre e Ottobre 1941 – XIX), veniamo finalmente a sapere quando i Consalvi sono diventati Marchesi.
L’autore così scrive:
«I Conti Brunacci trassero la loro origine dalla città di Toscana (oggi Toscanella) e così pure i Marchesi Consalvi. L'antico Palazzo dei Brunacci oggi appartiene ai Conti Pocci. Ancor oggi nel territorio di Tuscania si vedono i ruderi del Castello di Arunte che appartenne alla famiglia Brunacci-Consalvi e sul territorio di esso, Papa Benedetto XIV con Breve del 20 maggio 1753 costituì il Marchesato a favore di Giovanni Gregorio Brunacci Consalvi ed i suoi discendenti». Tale Breve oggi conservasi nell'Archivio di Stato di Roma.
Quindi fu soltanto nel 1753, quattro soli anni prima della nascita del nostro Cardinale, che a Gregorio Brunacci-Consalvi fu concesso da Benedetto XIV il titolo di Marchese d’Arunte.
Sembra che tale Breve del 20 maggio 1753 (i genitori del Cardinale si sono sposati il 29 maggio 1756) sia conservato presso l’Archivio di Stato di Roma, ma ne ho comunque trovato una copia tra le carte del Cardinale, che si trovano nell’Archivio di Propaganda Fide.
Nella prefazione, scritta in latino, con molta difficoltà leggo: “… quid preclara antiqua, nobilis et primaria Familia de Brunaccis in sua recta Linea Masculina, usque … , ac splendore etiam honorabili tituolo Marchionatus habito, et obtendo a S. Benedicto PP XIV, anno 1755 …”.
Segue l’Atto formale. Si tratta di un atto molto lungo e molto difficile da capire. E’ scritto sia in latino che in italiano ed è datato 1755 invece di 1753 (vedere sopra).
“In Nomine Domine Amen
Praesenti Publico testamenti … Millesimo Septigentesimo Quinquogesimo Quinto … et N.D. Benedicti Divina Providentia Pape XIV, Anno Decimo Quinto, … E.mo Cardinal Valenti Nostro Segretario di Stato, e Camerlengo di S. Chiesa, ch’à fatto rappresentare Giovanni Gregorio Consalvi Nobile della nostra Città di Toscanella di possedere la di lui Famiglia da gran tempo a questa parte, tra gli altri Beni, nel dintorno della Città una Tenuta di rubbia 25 circa, vocabolo Castell’Arunto circa tre miglia distante dalla detta Città, e già con Castello Baronale, … ed avere altresì la di Lui Casa procedente per Linea Paterna dai Brunacci, e per Linea avita dalli Gioia, e Materna dai Consalvi, dei quali ne ha ereditato de’ Beni, e rispetto a questa ultima anche il Cognome, continuamente da due e più secoli goduta nella Città sudetta di Toscanella sempre le primarie Cariche di Confaloniere, ed Anziano. E li distintivi preminenze nei Magistrati, come avuto dai publici Archivi d’essa Città, ed avendo trovatone sudetta notizia della grazia speciale della redizione delle spese occorrenti per la spedizione del Titolo di Marchesato a quello di Conte, che fino dall’anno 1748 ci fu insinuato dalla Ch: di Me: del Cardinal Riviero, già Prefetto della Cogne del Buon Governo potersi accordare a quelle Persone, Famiglie meritevoli, che avessero voluto spedire simili Titoli per erogare in benefizio della trattazione delle Vie Lauretana d’Abbruzzo e Flaminia, ci ha supplicato perciò ad oggetto di dare un maggior Lustro e decoro alla di Lui Famiglia, e godere nello stesso tempo degl’effetti della sudetta grazia di degnare d’eriggere in Titolo di Marchesato la sudetta Tenuta di Castell’Arunto per se ed i sui figli, e Discendenti, Eredi, e Successori anche estranei in perpetuo, che possederanno la sudetta Tenuta coll’altra sudetta di S. Angelo.
Noi dunque udito sopra di ciò il vostro sentimento, siamo ben volentieri condescesi a compartire al Supplicante la richiesta grazia, come in appresso.
Pertanto … riducendo Noi la spesa del Titolo sudetto Marchesato, come se fosse quello di Contea, e però pagandosi da Esso la somma di Scudi Duecentocinquanta … ed altri Scudi Centotrentuno … istituviamo in Nobile e d’Un Titolo di Marchesato lor sudetta Tenuta di Castell’Arunto esistente nel Territorio della sudetta Città di Toscanella presso li suoi Noti Confini a favore del Sudetto Giovanni Gregorio Consalvi, suoi Figli e Discendenti, Eredi, Successori anche extranei in perpetuo … con tutti e singoli privileggi, facoltà, immunità prerogative, ed indulti … (seguono varie pagine)
Dato dal Nostro Palazzo Apostolico Quirinale
Questo di 20 maggio 1755
Benedetto PP XIV
Nell’atto di Benedetto XIV si mette in risalto la continua partecipazione delle tre famiglie Brunacci, Gioia e Consalvi alle cariche pubbliche della Città di Toscanella.
Lo stesso Cardinale fece fare una ricerca (A6), anch’essa trovata dal sottoscritto nelle sue carte, grazie alla quale egli riuscì a ricostruire le cariche pubbliche dei Brunacci fino al nonno Giovanni Gregorio Brunacci Consalvi, destinatario, nell’atto, del titolo di Marchese.


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