1760-63
MORTE DEL PADRE
del fratellino e della sorellina
Il 16 giugno 1760 muore per primo il fratellino Carlo, che era nato esattamente un anno prima: l’11 giugno del 1759.
Tre soli anni dopo, il 27 maggio del 1763, muore a 25 anni il padre Giuseppe per etisia.
Voglio qui ricordare che, durante questa grave malattia di Giuseppe, la moglie Claudia, mandati i figli a Toscanella insieme alla nonna, rimase al capezzale del marito insieme al suocero, incuranti tutti e due del possibile contagio. Ce lo ricorda lo stesso padre di Claudia: “essa, durante la mortale malattia del marito, fece una tale indefessa e pericolosa assistenza che tirò a se le meraviglie di tutta Roma”.
Ma, nello stesso mese di maggio, 23 giorni prima del padre, muore improvvisamente a Toscanella anche Maria Giulia la piccola sorellina, nata l’8 aprile 1762.
Non conosciamo la causa della sua morte. Forse l’aveva contagiata il padre. Infatti, mi risulta che ci furono in seguito problemi per vendere le suppellettili della casa di Toscanella.
Nella causa intentata dai Conti Negroni nel 1824, subito dopo la morte del Cardinale, si legge:
“Quei Mobili venduti in Roma sono stati venduti meno assai della stima dell'inventario, essendosi tutto DOVUTO VENDERE AD EBREI E RIGATTIERI; PERCHE' LI PARTICOLARI NON CI SI SONO ACCOSTATI; ATTESO CHE IL DEFONTO GIUSEPPE CONSALVI MORI' DI MALE DI ETISIA; COME TUTTI E' NOTO; E LO STESSO SUCCEDE PER LI MOBILI DI TOSCANELLA.
Morto il padre Giuseppe, sarà il nonno Gregorio a decidere il futuro dei suoi tre nipotini superstiti: Ercole, Giovan Domenico ed Andrea.
La madre Claudia, invece, andrà ad abitare con il fratello FilippoCarandini, che verrà nominato Cardinale nel 1787, e con il padre, il Conte Giovan Ludovico Carandini. Claudia morrà ben 33 anni dopo il marito, nel 1796, quando il Cardinale avrà circa 39 anni, dopo essersi sentita male durante una battuta di caccia “fuori porta” nei pressi di S. Giovanni.
A prima vista sembra che Claudia abbia abbandonato i suoi figli, ma non è esattamente così. A quei tempi Claudia, come tutte le donne di quel tempo, non avevano voce in famiglia.
Gregorio, oltre ad essere il nonno, era anche il proprietario di tutti i beni Consalvi, per cui aveva il pieno diritto di decidere del futuro dei suoi nipoti.


