ANGELO Brunacci (180_- 187_)
Il Tenore Angelo Brunacci
(18.. - 18..)
 
Del Tenore Angelo Brunacci si trovano su internet varie informazioni.
Sembra che abbia cantato per Giuseppe Verdi.
Ho difficoltà, però, a trovargli la giusta collocazione, anche se sono convinto che un suo ritratto sia appeso attualmente in casa dell'avv. Berto Brunacci di Firenze.
Sperando di trovare un giorno notizie più precise e personali su di lui, riporto intanto qui di seguito alcune sue informazioni professionali.
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Da una ricerca dell'UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO,
FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA,
CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DEI BENI CULTURALI
A.A. 2003-2004
Le beneficiate nel teatro ottocentesco:
esempi dall’archivio storico del Teatro Sociale di Como
di CHIARA TARABOTTI
... Gli artisti beneficiati al teatro di Como di cui abbiamo  trovato notizia nell’archivio sono quattordici: in ordine cronologico Maria Ester e Anna Mombelli, cantanti (18 settembre, 27 1813), Domenico Grimaldi, compositore dei balli (25 settembre 1813), li Grotteschi, attori (2 ottobre 1813), Angelo Brunacci, tenore (20 agosto 1840), ecc.
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... Controllando però sulla locandina della beneficiata precedente, svoltasi una settimana prima, (20 agosto 1840, a beneficio del tenore Angelo Brunacci) apprendiamo che il biglietto serale costava £. 1,20. 
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... Brunacci, Angelo, tenore: il 20 agosto 1840 si dà in teatro la beneficiata in suo favore. Il programma consiste nella Lucia di Lammermoor di Donizetti (v.) inframmezzata come al solito da diversi pezzi: in particolare il beneficiato si esibisce nella romanza dall'opera Il giuramento di Mercadante (v.)
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... Per la beneficiata del basso Augusto Carganico (v.), il 17 settembre 1840, Brunacci Angelo presenta la romanza tratta dall'Elisir d'amore di Donizetti (v.).
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Sette anni dopo troviamo Angelo a Livorno:
2 Gennaio 1847, Sabato
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Prima rappresentazione nel Teatro Rossini di Livorno di "La favorita" ("La favorite", "L'ange de Nisida"), grand-opera (dramma serio) in 4 atti di Gaetano Donizetti, su libretto di Alphonse Royer, Jean-Nicolas van Nieuwenhuysen "Gustave Vaëz" e Eugène Scribe [per l'atto IV] (da François Thomas Marie de Baculard d'Arnaud: "Les amours malheureuses ou Le comte de Comminges"), nella traduzione italiana di Francesco Jannetti, dirige Agostino Giannelli (1° violino), maestro del coro David Garzia, regia di Pompilio Casotti, scenografia di Liverani e Giovanni Gianni {coi soprani Rosa Panattoni (Inez) e Katinka [Kathinka] Evers/Laura Assandri (Leonora), i tenori Angiolo Brunacci (Fernando) e Fortunato Borioni (Don Gasparo), il baritono Francesco Cresci/Gaetano Ferri (Alfonso XI), il basso Nicola Benedetti (Baldassarre)

Due mesi dopo lo troviamo finalmente a Firenze, la sua città, dove canta per Giuseppe Verdi.
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Marzo 1847, Firenze
MACBETH
Libretto di Francesco Maria Piave
Musica di Giuseppe Verdi
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Personaggi
DUNCANO, Re di Scozia: N. N.
MACBETH Generali dell'esercito: Felice Varesi (baritono)
BANCO del Re Duncano: Nicola Benedetti (basso)
LADY MACBETH, moglie di Macbeth: Marianna Barbieri-Nini (soprano)
DAMA di Lady Macbeth: Faustina Piombanti (mezzosoprano)
MACDUFF, nobile Scozzese Signore di Fiff: Angelo Brunacci (tenore)
MALCOLM, figlio di Duncano: Francesco Rossi (tenore)
FLEANZIO, figlio di Banco: N. N.
Domestico di Macbeth: N. N.
Medico: Giuseppe Romanelli (basso)
Sicario: Giuseppe Bertini (basso)
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2 luglio 2008
Riceviamo dal Dott. Giancarlo Pecci:
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"Facendo una ricerca sul baritono fabrianese Francesco Cresci sono venuto a conoscenza del tenore Angelo o Angiolo Brunacci.
I due hanno cantato insieme al teatro Rossini di Livorno nel carnevale 1846/47, oltre che nella Favorita, anche nell'opera Saffo di Pacini (16 gennaio 1847) e nella Luisa di Monforte di Berson (7 febbraio 1847).
Li ho trovati insieme anche nell'Ernani di Verdi (Firenze, teatro della Pergola, aprile 1846), nella Vestale di Mercadante (Firenze, teatro Nuovo, 7 luglio 1847) e nella Maria Rudenz di Donizetti (Firenze, teatro Nuovo, 23 luglio 1847).
Sperando di averLe fatto una cosa gradita invio distinti saluti
Dott. Giancarlo Pecci"
Ringraziamo il Dott. Giancarlo Pecci
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Ho appena saputo dalla moglie che l'avv. Berto Brunacci, ultimo discendente dei Brunacci fiorentini del "Granchio", ci aveva lasciati il 22.8.2008.
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Troviamo ancora Angelo Brunacci in un arecensione del 1846:
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Da “IL PIRATA
Giornale di letteratura, belle arti e teatri
Milano, 1846
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Grande concerto
datosi al Teatro Carignano di Torino
la sera del 29 novembre
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Col Gran Concerto vocale e istrumentale di domenica 29 novembre ebbero termine le rappresentazioni della stagione autunnale di questo teatro.
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Era quel Concerto come un addio dato al Roberto il Diavolo, ove diedero prove di non comune valentia la Truffi, la Bertucat e il Kodas, co' loro compagni: al Barbiere ove emersero i provetti Salvatori c Prezzolini, ove si distinsero la Bertucat, la Laghi, e il giovane di liete speranze Camillo Ferrara; al Belisario iu cui mostrossi grande attore cantante il Salvatori, a cui furono degni compagni il Brunacci, la Pasta-Anglois, e la Bovay.
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Un addio ei pur dava ai fratelli Lasina, alla Catena, al Coccoli, alla Cocchelli, al Porello, a cui fu largo il Pubblico di continui e manifesti segui di aggradimento.
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Non sì presto si cancellerà dall'animo nostro la grata memoria di si valenti artisti, delle magiche scene del Cantoni, della perfetta esecuzione dell'orcbestra condotta dagli ottimi Ghebart (per l’Opera) e Gabetti (pel Ballo), dello sfarzo del vestiario, dell'attività e dello zelo degli. Appaltatori, comechè questi il più delle volte sian tutto alla ragionevolezza de' buoni, e talvolta sian nulla alla esigenza degl'indiscreti.
Apriva quel Concerto una delle più sublimi produzioni del Pesarese, la Sinfonia del Guglielmo Tell, eseguita da doppia orchestra diretta dal valentissimo Ghebart.
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Le obbligazioni del Casella, del Vinatieri e del Romanino furono interrotte da vivissimi applausi, e tale ne fu 1'entusiasmo che se ne chiese, e se ne ottenne la replica per intero.
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Piacquero il duetto nel Nabucco eseguito dalla Bovay c dal Giani, il duetto nella Linda, eseguito dalla Bertucat e dal Donati, il duetto del Marino Faliero, eseguito dalla Truffi e dal Kodas , e come la sinfonia del Guglielmo Tell entusiasmò il finale dell'atto terzo del Nuovo Mosè, interpretato dalla Truffi, Bovay e Laghi , e dal Rodas , Brunacci, Donati, Gianni e Ferrara.
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Un concerto a flauto, opera dell'egregio scrittore e concertista Camillo Romanino, eseguito da un giovinetto di 12 anni, Vittorio Beniamino, destò l'universale ammirazione. Come lavoro musicale quel concerto può dirsi perfetto, e non meno perfetta ne fu 1'esecuzione. Rare volte si è visto, come nel giovinetto Beniamino,. che ben direbbesi un beniamino dell'arte, intelligenza, forza, espressione, grazia unita bellamente insieme. Non è agevol cosa il decidere se più grande sia il merito dell'egregio maestro nell'aver fatto un sì valente allievo, o del valente allievo nell'essersi reso in sì tenera età una copia esattissima dell'egregio maestro. Il Pubblico entusiasta non solo applaudì reiteratamente all'uno, ma chiamò pur l'altro più volte all’onor del proscenio.
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Ultimo comparve il Deserto, Ode Sinfonia di Feliciano David, a cui presero parte i più de' sunnominati artisti, in ispecie il valente Brunacci che ne eseguì gli assoli di canto, riportandone generali e ben meritati applausi.
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L'esecuzione del Deserto non poteva desiderarsi ne più compita, nè più perfetta: l'imponenza dell'orchestra e delle voci, la valentia del Brunacci, e del Declamatore nulla lasciarono desiderare.
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L'arrivo della Carovana e 1l sorgere del Sole in ispecie, riscossero straordinari applausi, e le strofe tutte cantate dal Brunacci furono applauditissime. Il teatro era affollatissimo, il Pubblico rimase soddisfatto, e noi pure soddisfatti della ricetta che riuscì quale ce l'aspettavamo, abbondante.
 


    Angelo Brunacci e Goffredo Mameli




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