I GENITORI DEL CARDINALE
“I miei genitori furono il marchese Giuseppe Consalvi romano,
e la marchesa Claudia Carandini modanese.
Questo passo delle memorie mi ricorda con piacere il momento in cui, molti anni fa, nel cercare la conferma del legame della mia famiglia con il Cardinale, ero convinto che fosse la madre del Cardinale la chiave della parentela.
Potete immaginare quanto grande fu quindi la mia sorpresa, e delusione, quando lessi che lei era una Carandini. Entrai subito in crisi, finché lo stesso Cardinale non mi venne in aiuto con la soluzione, ovvero che il nonno “nemmeno era Consalvi, ma Brunacci”.
Del padre, Giuseppe Consalvi, sapevo soltanto ciò che lo stesso Cardinale raccontava:
“Io non avevo 6 anni quando perdei il mio padre, che nella età di 25 anni morì di etisia nel dì 28 maggio1763 e fu sepolto nella chiesa di S. Marcello al Corso, dove la mia famiglia aveva la sepoltura gentilizia.”
“Io non avevo 6 anni quando perdei il mio padre, che nella età di 25 anni morì di etisia nel dì 28 maggio1763 e fu sepolto nella chiesa di S. Marcello al Corso, dove la mia famiglia aveva la sepoltura gentilizia.”
Nient’altro! In base a queste informazioni si deduceva, quindi, una data di nascita approssimativa, cioè il 1738. Qualcosa qui, però, non “quadrava”, dato che, se così fosse stato, la moglie Claudia Carandini avrebbe avuto due anni più di lui, essendo nata a Pesaro il 29 settembre del 1735 (muore a Roma il 29 aprile 1796).
La cosa strana è che non si trovava dove Giuseppe Consalvi fosse stato battezzato. Avevo più volte esaminato attentamente i registri della Parrocchia di Santa Maria in Monterone ed anche quella vicina di San Damaso, ma senza successo.
Avevo trovato anche un interessante indizio, che poteva risolvere il mistero. Nell’atto di matrimonio di Giuseppe con Claudia Carandini, che si era celebrato nella Parrocchia di S.Marco (Piazza Venezia) il 29 maggio 1756, si affermava che era stato possibile celebrarlo solo perchè era stata rilasciata una “licentia” dall’Arcidiacono della Cattedrale di S. Lorenzo di Viterbo.
Questa affermazione mi portò a continuare le ricerche a Tuscania ed a Viterbo, portandomi, purtroppo, totalmente fuori strada.
Venerdì 23 giugno 2006
Voglio mettere in risalto questa data, perché indica il giorno in cui, finalmente, dopo moltissimi anni, sono riuscito a risolvere questo mistero ed a trovare dove Giuseppe è stato battezzato e, grazie a questo ritrovamento, a conoscere l'esatta sua data di nascita. Oggi è il 23 giugno del 2006!
Non so perchè io abbia pensato a quella famosa leggenda, di cui tanto si parla in Tuscania, riguardante i genitori del Cardinale, resta però il fatto che essa è stata decisiva per trovare finalmente la soluzione.
L'intuizione che vi fosse in essa un qualcosa di veritiero, ma che non riguardava i genitori, bensì i nonni del Cardinale, è stata vincente!
Spento il computer, “corro”, letteralmente, a Roma, dopo aver prima controllato a quale Parrocchia appartenesse "via Frattina", dove appunto si trovava Palazzo Perti.
Chiedo all’archivista i registri di battesimo di S. Lorenzo in Lucina.
Dopo qualche minuto di paziente ricerca, nome per nome, mi appare la scritta “olim Brunacci”.
Ero sicuro di avercela fatta! "Olim Brunacci" non poteva che riferirsi che a Gregorio Consalvi, appunto, "olim Brunacci".
Prima ancora di leggere e di tradurre il testo latino, ormai ero sicuro che si trattasse di Giuseppe nato in casa Perti. Infatti era proprio lui!
E così, posso oggi dire che, non solo ho trovato finalmente l'atto di nascita di Giuseppe Consalvi, il padre del Cardinale, ma ho anche risolto quel mistero della “leggenda” tuscanese: non furono i genitori ad andare a Roma, bensì i nonni!
Die 8 Aprilis 1738
Ego Franciscus Antonius Reggio Cm Curatus battizavi infantem natus die 18 Martij proxime ... Ex Ill. mo Dominus Joanne Gregorio Consalvi olim Brunacci, filii quondam Francisci Felicis Brunacci, ex Tuscania in Hetruria, et ex Ill.ma Maria Angela Perti Romana, filia quondam Stephani, Coniugibua … in …
cui nomen impositum fuit Marius Urbanus, Joseph, Ercules, Franciscus, Joannes, Gaspar, Philippus, Vincentius, Antonius.
Padrini fuerunt Ill.mus, et Romanus, Dominus Marius Bolognetti et Ill.ma et … Domina Teresia Boncompagni, filia quondam … ved. vel. quondam eximi Domini Urbani Barberini …
Ecco risolto il mistero! Ora è chiaro anche il perché, comunque, ci sia voluta la “licentia” vescovile di Viterbo a Giuseppe per potersi sposare a Roma. Infatti, dopo il parto ed il battesimo, appena è stato loro possibile, la famiglia al completo è tornata a vivere a Toscanella. Quindi Giuseppe era cittadino tuscanese a tutti gli effetti e, solo dopo il matrimonio, si è trasferito a Roma, sicuramente perché Claudia voleva rimanere vicino al padre malato.
Naturalmente fu talmente grande la gioia di Gregorio per la nascita di questo figlio che decide di rimandare il battesimo di una ventina di giorni.
Sia perchè avrà voluto fare una gradissima festa, ma, soprattutto perchè avrà voluto aspettare che la moglie si rimettesse in salute.
Che sia stata un grandissima festa lo si capisce dai "dieci nomi" che ha voluto imporre al figlio e dalla nobiltà dei "padrini": la Casa Bolognetti e la Casa Boncompagni Barberini.
Con quest'altro ritrovamento abbiamo completato quanto fu denunciato nel Libro del I CENTENARIO DALLA MORTE DEL CARD. ERCOLE CONSALVI (1924): “Il Marchese Giuseppe era sicuramenti nato a Roma, ma finora non si è trovata la sua fede di battesimo”.
A proposito, si noti che Toscanella, questa volta, viene citata con il suo vero nome (siamo ancora nel 1738, mentre il suo vero nome verrà ripristinato soltanto nel 1911): “ex Tuscania in Hetruria”: “di Tuscania, in Etruria” (l’Alto Lazio è storicamente chiamato Etruria o Bassa Etruria).


