La Famiglia naturale del Cardinale
 
LA FAMIGLIA NATURALE DEL CARDINALE
Se in famiglia ci si tramanda da varie generazioni della parentela con un certo Cardinal Brunacci di cui non se ne trova però traccia alcuna nei registri vaticani, non si può far a meno di dubitare dei propri parenti.
Il Cardinale Brunacci, di cui essi raccontavano, non risultava essere mai esistito. Finché un giorno, con mia grandissima sorpresa, lo trovai tra le righe delle “Memorie” di un altro illustre Cardinale, che fu Segretario di Stato di Pio VII, il Cardinale Consalvi.
Queste memorie furono pubblicate per la prima volta in Francia nel lontano 1864, quarant’anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1824.
In Italia, invece, esse furono pubblicate nel 1950, più di un secolo dopo la scomparsa dell'autore.
In esse, il Cardinale Consalvi risolveva il mistero. Il mio antenato Cardinale era in effetti esistito veramente.
Ma sentiamo dallo stesso Cardinale Ercole Consalvi la soluzione del mistero. Vi posso assicurare che mi ci è voluto molto tempo per riprendermi dalla sorpresa.
Il Cardinale, riferendosi al nonno Gregorio Consalvi, affermava che:
Egli nemmeno era Consalvi, ma Brunacci!
In una frazione di secondo ho afferrato che il Cardinale di cui i miei avi parlavano con orgoglio era lo stesso Cardinale Consalvi, il quale, come il nonno Gregorio, non era Consalvi, bensì Brunacci.
Il Cardinale così continuava con la spiegazione:
Esisteva in Roma la famiglia Consalvi, di condizione distinta, ma non ascritta alla nobiltà romana. L’ultimo di tale famiglia, per nome Ercole, lasciò la sua eredità al suddetto Gregorio Brunacci, con l’obligo di assumere le armi e casato della famiglia, come apparisce dal di lui testamento.
così Gregorio Brunacci divenne Gregorio Consalvi.
Se i miei avi erano orgogliosi di questa illustre parentela, dalle memorie si deduce anche che il Cardinale Consalvi lo era a sua volta della parentela con la famiglia Brunacci.
La casa Brunacci era una delle più nobili famiglie di Pisa, estinta pochi anni orsono in due femine, ultime di tal famiglia.
Da circa un secolo e mezzo uno dei Brunacci di Pisa venne nello Stato Ecclesiastico e si stabilì in Toscanella, e da lui discese l’anzidetto mio avo Gregorio Brunacci, come provano le fedi della sua nascita e quelle dei suoi ascendenti, estratte dai libri parocchiali.
Così pure, affatto privo per favore del cielo di ogni vanità e ambizione, non mi presi mai alcun pensiero di produrre il mio esser Brunacci e non Consalvi, allorchè o la invidia, o la ignoranza della anzidetta mia qualità, fecero parlare talvolta della mia famiglia, come di famiglie di nobiltà nuova e non antica, perche i Consalvi non erano tali.
Avrei potuto facilmente smentire tale imputazione o errore, ma persuaso che la più pregievole nobiltà è quella dell'animo e delle azioni, e conscio allo stesso tempo a me medesimo della falsità di quella taccia, per essere io Brunacci e non Consalvi (lo che però era pur noto a varii), disprezzai quella opinione, che con la sola esibizione in Campidoglio della mia discendenza potevo dileguare in un momento. Io non cambiai di pensiero nemmeno quando la situazione più elevata in cui poi mi trovai, mi appianava tanto di più la via ad eseguirlo.
Notiamo che il Cardinale ci tiene a rimarcare il suo “essere Brunacci e non Consalvi”. Poi ci fa notare che si parlava della sua famiglia (Consalvi) come di nobiltà recente (cosa vera, come vedremo in seguito), per cui egli si appella alle origini della sua famiglia naturale dei Brunacci e non a quella adottiva dei Consalvi
Inoltre egli afferma di avere fatto delle ricerche “che con la sola esibizione in Campidoglio della mia discendenza potevo dileguare in un momento”, grazie alle quali egli si dichiarava discendente della famiglia Brunacci di Pisa.
A questo punto iniziava la mia ricerca personale nei vari archivi, che però, per non annoiare il lettore, riporto un po’ più particolareggiata, ma soltanto in “Appendice” (A3).


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