La Marchesa Claudia Carandini di Modena
 
Claudia Carandini
Chi era Claudia Carandini, la madre del Cardinale?
Fortunatamente per le mie ricerche, sono entrato in contatto con la dottoressa Gianna Dotti Messori di Modena, la quale, avendo avuto la possibilità di consultare tutto l’Archivio storico delle famiglie Carandini (A4) ed avendo scritto anche un libro su questa famiglia, è stata per me un aiuto determinante.
Nel libro della dottoressa Gianna Dotti Messori, è Girolamo Carandini, il fratello di Claudia, che racconta la storia della famiglia.
Egli racconta che il padre, Giovan Ludovico, dopo la morte della moglie, si fece prelato, mise i tre maschi superstiti in collegio e le femmine in vari monasteri. Divenne Governatore della città di Rieti e poi di Sanseverino. In seguito tornò a Roma e rimase senza cariche, "la qual cosa procurò alla famiglia ristrettezze economiche ed incominciò ad alienare i fondi di Modena e di altri luoghi".
Nel 1756 "maritò la sua ultima figlia Claudia nel Marchese Giuseppe Consalvi di Toscanella, che era venuto a stabilirsi a Roma. Fu maritata senza dote! La figlia fece la rinunzia, ma tale matrimonio fu molto disapprovato perché questa famiglia Consalvi nasceva allora in Roma: Aveva però ed avrà in appresso dei beni di fortuna a sufficienza."
Girolamo ci conferma, con il suo racconto, che il padre del futuro Cardinale si era stabilito a Roma, dove aveva casa e dove studiava! Ciò conferma che egli non era tornato ad abitare con la moglie a Toscanella e che, quindi, il futuro Cardinale era nato a Roma e non a Toscanella.
Queste ed altre dichiarazioni di Girolamo Carandini chiariscono molto bene la successione degli avvenimenti.
A quel tempo, non essendoci la scuola statale, soltando i ricchi potevano permettersi di inviare a scuola i loro figli, per cui, raggiunta l’età giusta, essi venivano allontanati dalle rispettive famiglie ed inviati, i maschi in collegio e le femmine nei conventi, da dove esse potevano uscirne soltanto con un matrimonio.
Anche Claudia dovette subire la stessa tradizione.
La famiglia Consalvi nasceva allora in Roma e tale matrimonio fu molto disapprovato” continua Girolamo. Da ciò si può ipotizzare che fu Giuseppe ad imporsi e che Claudia ne fu talmente contenta da imporsi, a sua volta, al proprio padre Giovan Ludovico.
Gregorio Consalvi Brunacci, nonno del Cardinale, ne fu sicuramente anch'egli molto contento. Grazie a questo matrimonio fu accolto definitivamente nella nobiltà romana.
Il padre di Claudia ebbe anch'egli il suo tornaconto. Ce lo spiega benissimo Girolamo quando dice che il padre, tornato a Roma, “rimase senza cariche, la qual cosa procurò alla famiglia ristrettezze economiche”.
I Consalvi Brunacci, insomma, arrivarono al momento giusto non solo per le ristrettezze economiche del padre di Claudia, ma, come racconta il fratello Girolamo, anche per la stessa Claudia, che sicuramente non avrebbe voluto farsi monaca.
A Claudia non fu molto difficile rinunciare alla dote quando le fu proposto quel matrimonio, che le permetteva sia di uscire dal convento sia di sposarsi con un bel diciottenne, più giovane di lei di ben due anni e per di più con buone condizioni economiche.
Infatti Giuseppe Consalvi, il futuro marito, come vedremo in seguito, riuniva in sé ben tre eredità, quella di Hercole Consalvi, fratello della nonna Giulia, del padre Gregorio Brunacci-Consalvi e della madre Angela Perti.
Claudia e Giuseppe si vollero comunque molto bene. In soli sette anni ebbero ben cinque figli e, come afferma il padre, "Claudia - durante la mortale malattia del marito - fece una tale indefessa e pericolosa assistenza che tirò a se le meraviglie di tutta Roma”.
Non solo. Pur essendo lei ancora molto giovane al momento della morte del marito, sappiamo che Claudia non si è risposata né ha avuto altre relazioni. Difficile a crederci, ma, nonostante accurate ricerche fatte dal sottoscritto e dalla dott.ssa Dotti Messori, sembra proprio che Claudia abbia vissuto, fino alla fine, in memoria del marito.
In ultimo, aggiungo un documento ritrovato solo recentemente dal sottoscritto (documento riemerso dall’oblio solo nel 1939, quando ne entrò in possesso Francesco Carandini, a cui fu donato, come lui stesso ci racconta, da un professore di Bastiglia di Modena “in cortese ricambio di molti ex-libris ideati e disegnati da me che, dietro sua richiesta, gli avevo mandato”).
Si tratta dell'invito di matrimonio tra Claudia Carandini e Giuseppe Consalvi, spedito al Conte Francesco Magnani di Modena da Giovanni Ludovico Carandini, padre di Claudia.
All.Ill. mo Sig. P.ne Col.mo
Antecipando a V.Ill.ma lo stabilito accasamento della Contessa Claudia mia figlia con il Sig. Marchese Giuseppe, figlio del Sig. Marchese Giovanni Gregorio Consalvi adcurpio (?) così all’obbligo chi mi corre, ed alla servitù che Le professo.
Si compiaccia V.Ill.ma considerare nel presente atto un affetto di mia divozione, ed un certo argomento di quella stima, con la quale rispettosamente mi soscrivo.
Roma, 14 Maggio 1756
Al S. Conte Francesco Magnani/Modena
Marchese Giovanni Ludovico Carandini
Tenendo presente che Claudia e Giuseppe si sposarono il 29 maggio e gli inviti furono spediti soltanto due settimane prima, ne possiamo dedurre che non si perse tempo nel celebrare questo matrimonio: appena il tempo necessario a sottoscrivere il contratto notarile.
Qualcuno dovrebbe, invece, accorrere in mio soccorso per aiutarmi a capire i titoli nobiliari: Giovanni Ludovico Carandini si firma "MARCHESE", mentre, contemporaneamente, chiama la figlia "CONTESSA". Nelle "Memorie", invece, il Cardinale chiama la propria madre "MARCHESA".





Brunacci - Consulenza e Soluzioni Informatiche