La nonna Maria Angela PERTI
 
La nonna Maria Angela PERTI
"monaca mancata"
Giovanni Gregorio Liberato Brunacci (1697-1766) sposò, quindi, la Marchesa Maria Angela Perti (1700-1769), cambiò cognome ed andò ad abitare in Roma.
Ma chi era la Marchesa Maria Angela Perti?
Maria Angela aveva origini nord-italiche. Proveniva esattamente da “quel ramo del lago di Como”, da dove i Perti (A5) erano partiti per Roma una settantina d’anni prima della sua nascita.
Il Marchese Bonifacio Perti di Muggio e sua moglie Barbera Pescagli (o Barbara Pescalli) di Vacallo erano i nonni di Maria Angela Perti. Altri membri della stessa famiglia Perti, anch’essi emigrati a Roma insieme a Bonifacio, provenivano da Rovenna, sempre sul lago di Como.
Da Bonifacio nacque nel 1660, a Roma, Stefano Perti, il quale si sposa due volte. Dalla prima moglie, Angela Antonini, nasce Carlo Perti, mentre dal secondo matrimonio con Maria Maddalena Monanni nasce Maria Angela Perti, appunto la nonna del Cardinale.
E’ una bella storia quella di Maria Angela Perti che merita di essere raccontata. Quante volte abbiamo letto di figlie e sorelle costrette a farsi suore per non dividere l’eredità del Casato: ebbene, abbiamo qui davanti a noi una “figlia e sorella” che ha avuto il coraggio di ribellarsi sia al padre che al fratello.
Se Maria Angela non fosse riuscita ad imporsi, ora avremmo avuto una “anonima monaca in più” in Trastevere e Pio VII non avrebbe avuto il suo illustre Segretario di Stato. O, forse, potremmo anche dire che non avremmo avuto Pio VII? Ma questa è un’altra storia!
Torniamo quindi alla “mancata monaca”. Su un atto, datato 21 ottobre 1730, leggiamo: “nel mese di agosto dell’anno scorso non volendo più permanere nel suddetto venerando Monastero … si trasferisse in quello dello Spirito come educanda.”
Maria Angela Perti nel mese di agosto del 1729 dichiara di non volersi più fare “monacaessendovi stata costretta ad entrarvi dal padre Stefano e dal fratello Carlo. Essa si trovava nel Monastero delle SS. Ruffina e Seconda nel Rione Trastevere.
Dopo la rinuncia al velo, Maria Angela viene trasferita nel Monastero di Santo Spirito, dove inizia una causa contro i parenti per il diritto all’eredità paterna.
Grazie alla mediazione del Vescovo, o del Magistrato, Maria Angela trova un accordo con il fratello Carlo e con il padre. In archivio vi è una corposa documentazione al riguardo.
Nel frattempo però, il padre ed il fratello non rimangono con le mani in mano, e qui entra in scena Gregorio Brunacci, Magistrato in Toscanella.
Il 6 dicembre dell’anno successivo (1731), Stefano Perti, padre di Maria Angela, firma l’accordo pre-matrimoniale con Hercole Consalvi seniore. Il fatto che sia stato Hercole Consalvi a firmare il contratto prematrimoniale per il nipote Gregorio e non Felice Brunacci, il padre naturale, lo si spiega per il semplice motivo che Felice Brunacci era morto da poco, il 19 marzo dell’anno precedente (1730), mentre la madre, Giulia Consalvi, era morta già da molti anni, il 29 gennaio del 1714. Insomma lo zio Hercole Consalvi aveva preso a cuore i due nipoti Gregorio e Girolamo, che invece si farà sacerdote.
Il matrimonio tra Maria Angela Perti e “l’Ill.mo Gregorio Brunacci della Città di Toscanella in cui (ella) dovrà portarsi a dimorare” e “da farsi nello stesso mese”, così è scritto nel contratto pre-matrimoniale, sarà celebrato il 27 dicembra 1731. Gregorio aveva 34 anni e Maria Angela 31.
Il 24 luglio 1735 Gregorio, quindi dopo il loro matrimonio, all’apertura del testamento dello zio, accetta l’eredità e cambia il proprio cognome “Brunacci” in “Consalvi”. Gregorio aveva 38 anni.
Interessante è che uno dei Testimoni del Contratto fu un membro della famiglia Barberini di Roma, dimostrando con ciò che l’Hercole Consalvi seniore aveva dei buoni “contatti” a Roma.
Tornando alla nostra “mancata Monaca di Trastevere”, (mentre il Manzoni (1785-1873) non era ancora nato per raccontarci la sua “Monaca di Monza”), scopriamo che proprio la nonna del nostro Cardinale dovette vivere in prima persona e subire sulla propria pelle tali pressioni. Solo che Maria Angela Perti ebbe il coraggio di ribellarsi al padre ed al fratellastro e fare anche un buon matrimonio. Combinato sì, ma sempre un buon matrimonio!
Infatti “l’Illustrissimo Gregorio Brunacci della città di Toscanella”, come è citato nell’atto prematrimoniale, non era una persona qualsiasi. Nella sua città egli fu nominato più volte Magistrato ed anche Confaloniere.
Fu eletto Magistrato della sua città una prima volta il 28 ottobre 1730 ed anche la volta successiva il 25 marzo 1733. Quindi lo era già al momento del matrimonio!
Bella è la dicitura con la quale viene citato Gregorio Consalvi dopo aver cambiato cognome. Nel 1735 Gregorio Brunacci, cambiato il suo cognome in Consalvi, viene eletto di nuovo magistrato con la dicitura “Gregorio Consalvi jam De Brunacci”.
Gregorio Brunacci, ora Consalvi, verrà poi ancora rieletto il 20 agosto 1740, il 20 aprile 1742, il 20 aprile 1747, il 20 agosto 1749 ed il 1 maggio 1752. Addirittura il 1 maggio 1753 viene eletto anche Confaloniere. Poi è di nuovo Magistrato il 20 agosto 1756.
Improvvisamente, il 20 ottobre 1757, anno della nascita del Cardinale, Gregorio viene citato con il titolo di “Marchese” e viene rieletto ancora il 12 dicembre 1758, il 20 aprile 1761 ed il 20 aprile 1763. Cioè viene rieletto continuamente fino alla sua morte avvenuta il 7 luglio 1766.
Riepilogando, Gregorio Brunacci viene adottato dallo zio Ercole Consalvi e successivamente riceve il titolo di “Marchese”. Cos’era dunque esattamente accaduto?


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