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Pietro Paolo Brunacci (di Mauro Loreti)

Mauro Loreti di Tuscania, che qui ringraziamo, ci ha inviato una sua ricerca archivistica su Pietro Paolo Brunacci, zio di Ercole Brunacci Consalvi, Segretario di Stato di Papa Pio VII.

Oltre a questa ricerca, che riportiamo qui di seguito, ci ha trasmesso anche un’informazione di cui non eravamo a conoscenza.

A Tuscania esisteva infatti una via dedicata al cardinale Ercole Consalvi, ma nel 1919 fu rinominata in onore di Guglielmo Oberdan, con una votazione del Consiglio comunale di 6 favorevoli, 4 contrari, 2 astenuti.

Cinque anni più tardi, nel 1924, Ercole Brunacci Consalvi fu ricordato con un importante convegno e con varie iniziative in occasione del 1° Centenario dalla sua morte.

Il 18 ottobre 1924 l’allora Commissario Prefettizio gli dedicò a Tuscania una nuova via, l’attuale via Consalvi.

Segue la ricerca di Mauro Loreti, storico locale di Tuscania, su Pietro Paolo Brunacci, che rappresenta un tassello significativo della storia della Città di Toscanella.

PIETRO PAOLO BRUNACCI

di MAURO LORETI

Nacque nel 1733 da Ignazio e da Giovanna Ricci. Nel 1782 e nel 1802 aveva circa un rubbio di terra, 2 ettari, nel terzo di San Lazzaro a Toscanella.

Nel 1773 era consigliere comunale quando si deliberò di restaurare la porta di San Leonardo verso Viterbo: gli stipiti si erano allentati, era caduto lo stemma del papa e l’affresco con i tre santi martiri protettori della città, Secondiano, Veriano e Marcelliano, era rovinato.

Nel 1772 il fratello Capitano Carlo Brunacci abitava in un appartamento dell’antico palazzo Pocci nel terziere di Poggio fiorentino con la moglie Anna Parisei ed i figli Lorenzo, che era un suddiacono, Antonia, Rosa, Ignazio, Irenio ed una collaboratrice familiare.

Nel 1793 Pietro Paolo era Gonfaloniere del popolo ed il padre Ignazio ed il fratello Capitano Carlo erano consiglieri comunali quando furono formate le quaranta Mandre nella Tenuta di Pantalla. Tutt’e tre ebbero la Mandra di 20 rubbi, 37 ettari, ciascuno. Pagavano un affitto annuale alla Comunità di Tuscania. Venti consiglieri furono favorevoli e tre contrari perché ribadirono che la macchia di Pantalla serviva anche per la fabbricazione del carbone forte e dolce per le nove botteghe di fabbri ferrai, per le due spezierie pubbliche e per quella delle Monache del Monastero di San Paolo. Il Governatore, commissario di giustizia, era Ambrogio Croce.

Anche nel 1797 era Gonfaloniere quando si si decise sulla depositeria e sul restauro della basilica tuscanese di San Pietro. Il Governatore era Pietro Pallini.

Nel 1799 all’arrivo dei francesi occupanti assunse la carica amministrativa di Edile e nel mese di giugno,con gli altri partecipanti delle Mandre, decise di macellare una vacca ciascuno per provvedere al bisogno di carne per il consumo della popolazione poiché era terminata la carne di agnello nel pubblico macello vicino alla piazza della fontana delle sette cannelle. Fu allora Governatore il tuscanese Giovanni Pietro Giannotti.

Nel 1803 era Gonfaloniere e Cristoforo Nodler era assessore ed alla presenza del Governatore Lorenzo Tenti, insieme ai consiglieri comunali Giuseppe Turriozzi, Camillo Marcelliani, Rosato Rosati, Giovanni Francesco Persiani, Luigi Turriozzi, Giovanni Pietro Giannotti, Giovanni Battista Miniati e Giovanni Tommaso Silvestrelli, poiché era passato agli eterni riposi il cardinale Ignazio Busca Protettore della città, decisero il nome del nuovo in persona del cardinale Ercole Consalvi, Segretario di Stato, nipote di Pietro Paolo, per patrocinare gli interessi del comune presso il Santo Padre.

Nel 1805 Andrea Consalvi, fratello del cardinale, scrisse agli amministratori di Toscanella che aveva provato una vera soddisfazione nell’esito felice delle istanze dei tuscanesi avanzate nel Tribunale della Sacra Consulta e gli aveva fatto piacere il sentire che la Città ne era rimasta contenta. Aggiunse che non occorrevano con lui i ringraziamenti mentre egli ben volentieri impiegava i suoi uffici in ciò che apparteneva al bene di Tuscania.

Anche nel 1807 era consigliere comunale quando fu redatta la Tabella Comunitativa: il Bilancio.

Nel 1811 era nell’elenco del riparto della contribuzione ordinata dal Prefetto per la fornitura dei letti militari.

Nell’archivio comunale di Toscanella si trova anche il Registro delle Lettere d’arrivo dall’Epoca del Ristabilimento del Governo Pontificio. Il 21 maggio Francesco Maria Papei scrisse e lesse in Comune che in forza delle facoltà a lui accordate da Monsignor Bartolomeo Pacca, Delegato Apostolico, di dover venire alla formazione di una Magistratura Provvisoria per questa Comunità della Città di Tuscania, all’occasione della riorganizzazione e ripristinazione del Governo Pontificio, colla considerazione di avere in vista al rimpiazzo dei rispettivi impieghi soltanto quelli che si sono astenuti nel passato sedicente governo francese dal prender cariche, ed assumere il vietato illecito giuramento, e che abbiano perciò mostrato l’attaccamento al Sovrano Pontefice Pio VII felicemente regnante, informato delle ottime qualità di lor Signori che non hanno in veruna maniera demeritato nelle passate circostanze, venne nella determinazione di prescegliere il Gonfaloniere e gli Anziani della Magistratura. Aggiunse che era persuaso che nell’esercizio di un impiego ben geloso e che riguardava il pubblico interesse e che doveva richiamare perciò l’attenzione di chiunque avesse l’amore per la patria, si sarebbero diportati in una maniera la più lodevole e soddisfacente.

Subito dopo vi fu l’installazione del nuovo Magistrato, le tre cariche del gonfaloniere e dei due assessori. A tale effetto nominò provvisoriamente alla Magistratura Pietro Paolo Brunacci nel grado di Gonfaloniere, Camillo Marcelliani in quello di primo Anziano, assessore, e Veriano Nodler in quello di secondo Anziano, assessore, e dette loro le debite istruzioni. Essi accettarono l’onorifico impiego, ne presero formale possesso e ricevettero la consegna delle carte pubbliche e di tutto ciò che apparteneva alla Comunità, provvisoriamente, fino ad ulteriori disposizioni del Governo.

Ritirarono dal maire tutte le carte, i libri ed altri documenti che erano presso la Segreteria e nell’azienda economica, previa un’esatta descrizione, poi le chiavi del pubblico archivio ed elessero provvisoriamente un Segretario.

Analogamente Cesare Pucciarmati nominato Governatore, commissario di polizia, della città di Tuscania, sempre da Monsignor Pacca delegato pontificio di Viterbo, esibì la patente del 14 maggio 1814 e fu investito del formale possesso in ogni modo migliore.

Il 23 maggio 1814 Giuseppe Ametti fu nominato Bargello, capo delle guardie, della città di Toscanella da Monsignor Pacca ed esibì la patente del 20 maggio all’effetto di assumere il possesso della carica, e fu investito del formale possesso.

Tutt’e tre gli atti furono verbalizzati dal Segretario pubblico Timoteo Cerasa.

Il 24 novembre la giunta comunale acconsentì che la mandra comunale nella Tenuta di Pantalla, già in uso agli Agostiniani, rimanesse nella coltivazione per l’utile del Seminario che proseguì a godere dell’utile dominio del predio. Inoltre la Comunità di Tuscania contribuì anche con un assegnamento annuale.

Il 25 novembre vi fu una riunione con la partecipazione della Giunta comunale, del priore Giovanni Battista Tozzi, di Don Paolo Nodler e di Don Bernardino Anguillara. Si calcolarono tutte le entrare delle rendite dei beni del Convento di Sant’Agostino, del contributo annuale del Comune, delle spese per il vitto, della fissazione dei nomi dei cinque maestri di Grammatica, Rettorica, Filosofia, Teologia e dei Principii dei quali uno Rettore, degli inservienti, dei dodici alunni e degli altri soprannumerari.

Nel 1815 Pietro Paolo, ottantaquattrenne, risiedeva nel palazzo della famiglia Brunacci nel terziere dei Castelli,contrada Montascide , con la moglie Francesca Silvestrelli ed i figli Giovanni, Liberato, Maddalena, Maria Anna e Tommaso anch’egli con la moglie Maria Anna Galli da Orvieto con i loro piccoli figli Carlo, Rosa, Francesca e Luigi.

Il 19 giugno 1815 quando tornò a Roma il papa Pio VII l’Amministrazione comunale di Toscanella inviò una delegazione che fu ricevuta dal Papa; i due deputati il conte Giuseppe Turriozzi e Don Giovanni Battista Tozzi, priore della collegiata della basilica di Santa Maria Maggiore in Tuscania, confermarono le non equivoche prove dell’attaccamento e del filale rispetto della città al sovrano, che gradì. Il 22 giugno i due tuscanesi scrissero agli amministratori comunali che erano stati introdotti all’udienza e che il cardinale Consalvi stava per tornare a Roma dalla sua legazione, felicemente compita al Congresso delle alte Potenze Alleate a Vienna.

Il 21 dicembre 1815 furono formate le nuove cariche comunali con la celebrazione del bussolo: era allora Governatore Francesco Maria Angelilli, Gonfaloniere Pietro Paolo Brunacci, assessori Camillo Marcelliani e Veriano Nodler, consiglieri il conte Giuseppe Turriozzi, Luigi Turriozzi, Pietro Miniati, Francesco Sarnani, Pietro Sicotti, Vincenzo Campanari, Carlo Antonio Marcelliani, Francesco Antonio Pasquali, Francesco Antonio Amici, Giovanni Francesco Persiani, Domenico Dottarelli, Tommaso Brunacci, Cosma Luchetti, Cristoforo Nodler, Vincenzo Zenti Danielli, Gaetano Lucenti e i due deputati ecclesiastici i priore Giovanni Battista Tozzi ed il canonico Paolo Nodler.

Nel mese di marzo 1816 era ancora Gonfaloniere Pietro Paolo quando si deliberò sulla verifica dei cupellari di Pian di Mola e dello Sterpaglio, sul riattamento dei pubblici acquedotti, sull’elezione della deputazione del Seminario, sulla banda strumentale e sulla sicurtà dei proventi.

In un’epigrafe posta nel chiostro del Seminario di Toscanella, nel 1816, si ricorda che tre amministratori comunali: Pietro Paolo Brunacci, Camillo Marcelliani e Veriano Nodler contribuirono fattivamente alla gestione dello stesso.

FONTI E BIBLIOGRAFIA

ASCOT Archivio storico comunale di Tuscania

VET Archivio vescovile di Tuscania

ACAT Archivio capitolare di Tuscania

PIERO LANZETTA Appunti su stemmi, famiglie e palazzi di Toscanella (Tuscania) e dintorni

GIUSEPPE CERASA L’agro tuscaniese e i diritti civici i pascoli

GIUSEPPE GIONTELLA Cronotassi dei vescovi della diocesi di Tuscania

Alleghiamo di seguito l’albero genealogico di Pietro Paolo Brunacci, sul quale chiederemo a Mauro Loreti di intervenire per un miglioramento ed anche la sua ricerca sulla Famiglia Dottarelli.