Il 13 agosto 2025, ho ricevuto dal Sindaco di Onano (Viterbo) – che qui ringrazio – l’Atto di nascita (ed anche l’Atto di morte avvenuta a Firenze) di Lina Cavalieri, richiesti dal sottoscritto.
Dall’atto di nascita risulta che la Cavalieri nacque il 24 dicembre 1875; tuttavia, è noto che le fu attribuito il nome di Natalina perché nata il giorno di Natale, ovvero il 25 dicembre.
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Quest’anno, il 25 dicembre, ricorrono i 150 anni dalla nascita di Lina Cavalieri.
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Nota: Nel 1875, Onano, in provincia di Viterbo, apparteneva alla provincia di Roma. La provincia di Viterbo è stata istituita successivamente, nel 1927, come parte di un riordino delle circoscrizioni provinciali. Prima del 1927, il comune di Onano, insieme ad altri, faceva parte della provincia di Roma, come stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927. Questo decreto istituì la provincia di Viterbo e determinò il passaggio di Onano da Roma a Viterbo.
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Dall’esame del certificato di nascita di Lina Cavalieri, trasmesso dal Sindaco di Onano, risulta che il documento, in realtà, è stato rilasciato dal Comune di Roma. La presenza del numero progressivo “1673” ne conferma l’appartenenza al registro delle nascite dell’Anagrafe capitolina.
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Una verifica condotta sul Portale Antenati ha consentito di rintracciare, grazie a tale riferimento numerico, l’atto originale di nascita della Cavalieri. Il documento, redatto il 29 dicembre 1875 presso la Casa comunale, registra la dichiarazione di Florindo Cavalieri, trentunenne domiciliato in Roma, secondo cui il giorno 24 dicembre alle ore undici pomeridiane, nella propria abitazione di Via del Mattonato n. 14, la moglie Teonilla Peconi aveva dato alla luce una bambina di sesso femminile, cui veniva imposto il nome di Natalina, perché nata il giorno di Natale (1).
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(1) Il Natale cade il 25 dicembre, non il 24. Forse a generare l’equivoco fu un semplice errore di trascrizione da parte dell’impiegato dell’Anagrafe di Roma, oppure una svista del padre di Natalina al momento della dichiarazione.
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È significativo sottolineare che nell’atto di nascita compare esclusivamente il nome Natalina. Non vi è traccia, dunque, della forma “Natalina Adelina”, che compare in alcune biografie non documentate. Tali ricostruzioni, oltre a riportare un nome inesatto, collocano la nascita a Viterbo e nel 1874, senza tuttavia produrre alcun atto ufficiale a sostegno di tali affermazioni.
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Riporto qui di seguito solo parte di quanto avevo già inserito in questo sito su Lina Cavalieri, la quale aveva conosciuto personalmente mio zio Luigi Brunacci, detto da noi “zio Enrichetto“.
Nel 1913 Lina Cavalieri dedica a Luigi Brunacci una sua foto, ora in mio possesso: “all’amico Brunacci Luigi – Lina Cavalieri“;
– nel 1914 Luigi Brunacci sposa a Boston la giornalista Elena Ivers;
– nel 1914 la moglie Elena Ivers gli dà una figlia: Emilia;
– nel 1915 Luigi diventa cittadino americano;
– nel 1918 Luigi è procuratore di Lina Cavalieri, con la quale stipula un contratto per la distribuzione dei suoi film in Italia;
– sempre nel 1918 Luigi fa firmare un contratto simile anche ad Enrico Caruso;
– Lina Cavalieri (ricorda Anna Gasparri, nipote diretta di Luigi Brunacci 1874-1963) verso il 1918 venne a Roma a trovare la mamma di Luigi, Anna Panizza, che allora abitava in via degli Artisti.”
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Così ricorda Anna Gasparri l’incontro con Lina Cavalieri nella casa in via degli Artisti, dove viveva insieme alla madre Iole Brunacci, sorella di “zio Enrichetto”, ed alla nonna Anna Panizza:
“Lina Cavalieri (ricorda Anna Gasparri 1911-2003) verso il 1918 venne a Roma a trovare mia nonna, che allora abitava in via degli artisti.
Avevo circa 7 od 8 anni quando venne a trovarci dall’America.
Era alta, elegantissima. Scese dalla carrozzella attirando l’interesse dei vicini e dei passanti.
Era bella, bellissima.
La sua mano si posò sulla mia testa, accarezzò il mio viso: “tu sei la piccola Anna, vero?”.
Non so se riuscii a rispondere, ma so che proprio in quel momento decisi di diventare famosa come lei!”
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Il destino ha voluto che Anna Gasparri intraprendesse veramente la strada della carriera artistica.
Divenne una famosa ballerina con il nome d’arte di Anny, in coppia prima con l’amica Rey (ballò anche al Salone Margherita) e poi in coppia con un altrettanto famoso ballerino di quei tempi, dal nome civile di Bruno Rosati, ma conosciuto come Romero, di cui divenne in seguito la moglie. Ora riposano insieme al Verano.
Anna mi ha dato anche una foto con dedica della Cavalieri “all’amico Brunacci Luigi“, varia corrispondenza tra il Muratore, marito della Cavalieri, e lo zio Luigi Brunacci, oltre a due contratti: uno della stessa Lina Cavalieri e l’altro di Enrico Caruso, per dei film da esportare in Italia, tramite la Società che Luigi Brunacci aveva creato in America.
Tutti questi documenti sono ora in mio possesso.
Luigi Enrichetto, zio di Anna, conobbe Lina Cavalieri a Roma, quando essa viveva ancora a Trastevere.
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Proseguendo le indagini sulla famiglia di Lina Cavalieri, è stato trovato l’atto di matrimonio dei suoi genitori, corredato dai relativi certificati di battesimo, documenti ed informazioni varie riguardanti i suoi quattro fratelli: Giovanni (Nino) (1878-1950); Adele (1880-1881) morta a 18 mesi e 23 giorni; Oreste (1884-1960); ed Italia (1886-1950), chiamata anche “Giulia”; ed anche l’atto di nascita del figlio Alessandro Cavalieri, poi “Muratore”, nato a Roma il 12 febbraio 1892 e deceduto a Firenze il 20 aprile 1993, alla veneranda età di 101 anni. A Firenze Alessandro si era sposato con Elena Darra.
In futuro, in attesa di verificare se anche il Comune di Roma vorrà ricordare la figura della Cavalieri in occasione dei 150 anni dalla sua nascita, si provvederà a condividere altro materiale raccolto.
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Numerose città (Roma, Parigi, New York e Firenze) e piccoli centri (Onano, paese natale della madre Teonilla Peconi, e Serra San Quirico nelle Marche, luogo d’origine del padre di Lina, Florindo Cavalieri) avrebbero titolo per ricordare i 150 anni dalla nascita di Lina Cavalieri.
Curiosamente, è stato invece il Principato di Monaco a celebrarla per primo, nel gennaio di quest’anno, dedicandole un francobollo insieme al marito, il tenore Lucien Muratore.
Successivamente, Lina Cavalieri è stata ricordata anche dal Comune di Onano, dove il 27 luglio il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, insieme al Sindaco Pacifico Biribicchi, ha preso parte all’inaugurazione della statua a lei dedicata.
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Cimitero del Verano, Roma
Il 22 agosto 2025 ho consultato i registri dell’ufficio informazioni del Verano per individuare la sepoltura di Lina Cavalieri.
La tomba risulta associata alla concessione n. 1267 del 1926 ed intestata proprio a “Cavalieri Lina” (non “Natalina”), confermando così l’identità con cui era conosciuta pubblicamente.
Dai documenti emerge l’elenco delle persone tumulate nella stessa sepoltura:
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Lina Cavalieri († 1944)
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Florindo Cavalieri († 1909), padre
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Teonilla Peconi († 1931), madre
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Giovanni Cavalieri († 1950), fratello
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Maria Peconi († 1954), moglie di Giovanni
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Italia Cavalieri († 1950), sorella
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Oreste Cavalieri († 1960), fratello
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Gino († 3 novembre 1973), identificazione ignota
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Roberto († 1942), identificazione ignota
Gli ultimi due nominativi restano al momento non identificati completamente.
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Dopo la consultazione, ho raggiunto la sepoltura, utilizzando la navetta interna fino alla fermata n. 14 (Tempio Israelitico). A pochi metri dal perimetro israelitico, tornando indietro, ho trovato la tomba della Famiglia Cavalieri (reparto XV, riquadro 167, secondo terrazzo a destra, n. 150, fila 97).
Poco più in alto, rispetto alla tomba “Cavalieri”, si trova quella della Famiglia Brunacci, dove riposano mio zio Luigi, i genitori Gioacchino Brunacci di Osimo ed Anna Panizza di Cave, e la sorella Iole.
La vicinanza delle due sepolture conferma i rapporti personali e familiari già attestati da testimonianze orali, documenti e da una fotografia di Lina dedicata all’amico Luigi Brunacci.
Secondo il racconto di Anna Gasparri (figlia di Iole), Lucien Muratore – terzo marito di Lina Cavalieri – incontrò a Roma, insieme ad Oreste (fratello di Lina), mio zio Luigi Brunacci in un bar di piazza Bologna, per discutere del film “La donna più bella del mondo” (1955).
Resta però un interrogativo: perché Muratore si trovava a Roma? Forse per rendere visita alla sua Lina? Va ricordato che Lucien Muratore morì nel 1954, un anno prima dell’uscita del film.
La ricerca nei registri cimiteriali lascia, però, aperta un’altra questione: l’identità di Gino e Roberto, nomi presenti nella tomba, che richiederà ulteriori indagini archivistiche.
Oggi, a distanza di decenni, sarebbe auspicabile che sulla tomba fosse inciso chiaramente il nome di Lina, con le corrette date di nascita (Roma) e di morte (Firenze).
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Riepilogo atti e certificati di Lina Cavalieri, dei suoi genitori Florindo e Teonilla Peconi, e del figlio Alessandro.
Florindo Cavalieri – certificato di battesimo contenuto negli atti matrimoniali.
Florindo fu battezzato il 13.06.1844 nello stesso giorno della sua nascita, nella Chiesa di S. Pietro Apostolo della frazione di Sasso del Comune di Serra S. Quirico nelle Marche.
Teonilla Peconi – atto di nascita del Comune di Onano, allora in provincia di Roma.
Florindo e Teonilla – atto di matrimonio civile n. 1531/1875, avvenuto a Roma il 16.12.1875, otto giorni prima della nascita della loro prima figlia Lina.
Natalina (Lina) Cavalieri – atto di nascita n. 1673/1875, avvenuta a Roma il giorno di Natale del 1875, in via del Mattonato n. 14, nel Rione Trastevere.
Natalina (Lina) Cavalieri – atto di battesimo celebrato in S. Maria in Trastevere. Libro dei battesimi, anno 1875, pag. 59, n. 1896:
“Il 26 Dicembre 1875, Natalina, Maria, Luigia, nata il 25 (e non il 24, come risulta all’Anagrafe di Roma), alle ore 12 pomeridiane, dai coniugi: Florindo Cavalieri del fu Giovanni di Serra S. Quirico e Teonilla Peconi, figlia di Antonio di Onano, fu battezzata dal R.mo Don Augusto canonico Berlucca. Padrino fu Giulio Testaguzzi del fu Angelo e madrina Rosa Astolfi in Bartoli del fu Venanzio di Massaccio. Ambedue di questa parrocchia. Ostetrica Giovanna Mancini della parrocchia di S. Tommaso in Parione. Via del Mattonato n. 14.”
(Massaccio, oggi Cupramontana dal 1861, in provincia di Ancona).
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Lina Cavalieri – atto di morte n. 451/1944 Firenze. La salma di Lina Cavalieri fu trasferita a Roma il 5 agosto 1947 dal figlio Alessandro e tumulata nella tomba di famiglia nel cimitero del Verano.
Alessandro Cavalieri, poi “Muratore” – atto di nascita del 12.02.1892, n. 513/1892 anagrafe di Roma. La madre Lina aveva 16 anni.
Alessandro Muratore, “Cavalieri” alla nascita – Riceviamo il 26 agosto 2025 dal Comune di Firenze, che qui ringraziamo, l’atto di morte, n. 867/1993, del 20.04.1993 di Alessandro Muratore, figlio di Lina Cavalieri, il quale muore a Firenze a 101 anni, vedovo di Darra Elena. Nell’atto di morte si legge: figlio di Luciano (Muratore) e di Lina Cavalieri.
A.G. della famiglia di Lina Cavalieri – la famiglia di Lina Cavalieri.
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CONCLUSIONI
La ricerca su Lina Cavalieri, condotta tra Onano, Roma, Firenze e il Cimitero del Verano in soli quattro giorni, ha dimostrato ancora una volta quanto la storiografia viva soprattutto nel contatto diretto con le fonti.
Non è la quantità del tempo impiegato a determinare la qualità del risultato, ma il metodo con cui si affronta il lavoro.
È quanto ricordano studiosi come Antonio Salvatore Romano, che invita a non rifugiarsi nelle ricerche altrui senza verifiche (1), e Alessandro Barbero, che sottolinea come ogni affermazione storica debba poggiare su fonti accessibili e verificabili (2).
Seguendo questo approccio, anche un’indagine breve può restituire risultati solidi e significativi, confermando che la ricerca storica è prima di tutto un atto di coscienza e di rispetto verso il passato.
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(1) “… Quello che, però, spesso risulta esser ancor più vero non è il vuoto delle fonti, ma piuttosto la voglia di andare a cercarle. … Molto più comodo, dunque, rifugiarsi in quanto già scritto e citato da altri studiosi, senza prendersi la briga di andare a compiere le opportune e necessarie verifiche. … Fare ricerca storica è anche una questione di coscienza e di rispetto.” (da: “Un dio, un re o la morte“, pag. 12 – Ed. Il Pozzo di Giacobbe).
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(2) “… noi lavoriamo con le fonti … qualunque cosa noi storici diciamo sul passato è perché ci sono arrivate delle informazioni dal passato. … quelle informazioni bisogna saperle leggere, bisogna saperle decodificare … tutte queste sono tecniche che bisogna possedere … bisogna comunque sapere che è una regola fissa che qualunque cosa tu dica deve essere verificabile …” (da una sua lectio online).