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1814, il Cardinale si reca a Londra

1814
IL CARDINALE A LONDRA
Come scrive l’Angelucci, il Cardinale e Mons. Della Genga arrivano a Londra.
Eseguita felicemente questa delicata e così importante commissione (alla Corte di Francia), si affrettò il Consalvi a mettersi in viaggio per Londra, ove, a nome del Papa e pur in qualità di Legato a latere, doveva presentarsi al Principe Reggente del Regno d’Inghilterra, il quale poco dopo fu Re Giorgio IV. Colà avrebbe dovuto ossequiare anche l’Imperatore di Russia ed il Re di Prussia; il Reggente inglese ed il Re prussiano protestanti, l’Imperatore di Russia scismatico, e tutti e tre Capi supremi delle rispettive religioni, i quali sicuramente non avevano mai avuto che fare, almeno personalmente, con nessun Principe della S. Chiesa Cattolica, e molto probabilmente con nessun altro ecclesiastico.
A quell’epoca il sentimento degli ortodossi era vivissimo e fiero contro tutto ciò che apparteneva al Cattolicismo. In Inghilterra specialmente il così detto Papismo era aborrito ed odiato a morte. Consalvi andava dunque in una delle grandi Capitali, anzi la più grande di tutte le Capitali dell’eresia protestantica, e proprio quella, che aveva veduto morire squartati centinaia di preti innocenti, ed i loro quarti, prima bolliti, appesi ai punti più centrali e frequentati della città.
Vero è che veniva da Parigi, dove negli ultimi anni, in forma diversa ma in maggior numero erano stati macellati tanti e tanti sacerdoti in omaggio alla Dea Ragione! Ma ora Parigi era tornata alla legge della S. Fede nostra; in Londra invece ancora dominava l’antico editto, che puniva di morte qualunque prete cattolico, che avesse osato toccare il suolo inglese, e proibiva al Sovrano ogni relazione col Papa.
Però da molto tempo, bisogna dirlo subito, quella crudelissima sanzione non era applicata, tanto che dalla Francia rivoluzionaria ecclesiastici senza numero avevano trovato rifugio ed amorevole accoglienza in tutta l’Inghilterra, con grande amarezza e dispetto dei vecchi anglicani zelanti e fanatici.
Nel mese di giugno 1814, il Cardinale Ercole Consalvi, Legato Pontificio presso la Corte Reale di quel Regno, sbarca in Inghilterra. Fatto per sé stesso semplice, ma di sommo rilievo per le eccezionali circostanze, del quale fece specialissima e larga menzione il S. Padre Pio nella famosa Allocuzione Concistoriale del 4 settembre 1815.
Per queste ed altre considerazioni, che non occorre studiare qui, il viaggio del Cardinal Consalvi a Londra ebbe per noi Cattolici una importanza superlativa, fu un avvenimento storico di gran valore, e portò conseguenze molto rilevanti e tutte benefiche.
Per gl’Inglesi poi, alteri e superbi per l’indole, allora gonfi d’orgoglio per i trionfi, che essi sopra tutti gli altri popoli avevan saputo riportare sul Domatore dell’Europa Continentale, la visita di un Cardinale della Chiesa Cattolica, in veste rossa, mandato dal Papa di Roma!, … se da una parte fu una vera sorpresa, dall’altra riuscì una festa nuova, giocondissima, indimenticabile, alla quale senza dubbio conferì non poco anche la figura personale dello stesso Consalvi, che era un uomo assai ben fatto e di portamento nobile, dignitoso ed affabilissimo ad un tempo.
I Londinesi, e tutti gli altri, che senza numero corsero alla grande città, per vedere i Regnanti di Russia e Prussia e il Cardinale di Roma, e godersi le feste, oltremodo sfarzose, celebrate in loro onore dallo splendido e magnifico Reggente d’Inghilterra, restavano stupidi tutte le volte che i loro occhi si posavano sulla così semplice ma tanto maestosa porpora romana, che vieppiù bella e nobile appariva, portata com’era, con infinita grazia e dignità dal Cardinale, im mezzo allo sfoggio pomposo e molto stravagante delle livree sovrane, militari, politiche e diplomatiche di quei tempi.”
Andiamo ancora avanti con il racconto di Padre Angelucci, Rettore nel 1923 di S. Marcello al Corso, dove riposa attualmente il corpo del Cardinale.
Pareva loro un sogno, una fantasmagoria … Quel sì attraente personaggio dal manto rosso, che mostrava sul viso la più chiara intelligenza e la bontà suprema … era … era un prete … era un prete di Roma! … mandato dal Papa! … a far visita e rendere omaggio al loro Sovrano!
Ricordiamo bene che da tre secoli i preti erano stati banditi dalla grande Isola, e solo per pietà, ma pur sempre travestiti, erano stati accolti in questi ultimi anni, in alcuni luoghi, i fuggiaschi dalla Francia nemica. Nessun cardinale erasi più visto da 250 anni a questa parte. Ora invece il Sovrano Reggente riceveva alla propria Corte, in mezzo a tutti i Grandi dello Stato, e con onori eguali e superiori agli altri Augusti Visitatori, pur essi Sovrani, un Re ed un Imperatore, un Prete! … in abito rosso, e quindi Cardinale! … venuto direttamente da Roma, ed inviato personalmente dal Papa!! … con lettere credenziali, che furono presentate al Reggente in udienza pubblica e solenne davanti ad ambedue le Camere!
Così spiegasi la sorpresa e la festa singolare di Londra per la presenza del Card. Consalvi. Da quel dì, l’Inghilterra cominciò a ricredersi a proposito del prete nostro e del nostro Papa.
Dopo questo felice e memorando viaggio in Inghilterra, ove fu quasi costretto a trattenersi abbastanza a lungo dalla straordinaria cortesia di quella Corte e della primaria Nobiltà, il nostro Cardinale avviossi alla volta di Vienna.”
In altre parole, il Primo Ministro Lord Castlereagh gli promise chiaramente pieno appoggio, a differenza di Talleyrand e del Metternich (come vedremo al Congresso di Vienna), sulle questioni dei possedimenti dello Stato Pontificio e delle opere d’arte trafugate da Napoleone.
Trovo interessante la frase “ma pur sempre travestiti”, infatti i molti sacerdoti fuggiti in Inghilterra non potevano mostrasi in pubblico in abito sacerdotale, mentre il Cardinale, in una sua lettera spedita al Pacca il 29 giugno, ci informa che egli aveva indossato sia l’abito rosso cardinalizio come a Roma, sia l’abito nero con cravatta bianca, come il Vescovo cattolico di Londra, per evitare incidenti sgradevoli.
La frase “tanto che dalla Francia rivoluzionaria ecclesiastici senza numero avevano trovato rifugio ed amorevole accoglienza in tutta l’Inghilterra” mi dà modo di aggiungere al riguardo una interessante intervista fatta recentemente al Prof. Pierre Chaunu dell’Università della Sorbona a Parigi (A28).
Inserisco in appendice questa intervista perché lo stesso professore me ne dà la possibilità con il suo finale: “sono orgoglioso che sia stato un Paese protestante come l’Inghilterra a dare asilo ai preti cattolici perseguitati. Infatti non c’è libertà più fondamentale della libertà religiosa”.
Questa intervista spiega molte cose, ma soprattutto spiega benissimo il perché il Cardinale ci teneva così tanto a che il Concordato fosse fatto in un certo modo, lagnandosi poi delle “Leggi organiche” che avevano lasciato di fatto tutto come era.
Napoleone pensava, così facendo, di accontentare tutti, sia la Chiesa Romana che i nostalgici della Rivoluzione Francese, ma non aveva previsto la testardaggine di un semplice Cardinale!