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1818 – Certificato di morte di Lorenzo Consalvi di Supino

                                                        CERTIFICATO DI MORTE
di Lorenzo Consalvi
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Questo certificato di morte l’ho trovato allegato al Testamento di Lorenzo Consalvi di Supino.
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Testamento consegnato il 26.5.1815 al Notaio Gallesani e ritrovato dal sottoscritto presso l’Archivio di Stato.
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In questo certificato di morte, scritto tutto in latino, leggo che Lorenzo Consalvi:
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a) muore il 28.12.1818 (6 anni prima di Ercole Consalvi ed 11 anni dopo Andrea Consalvi).
b) muore giovanissimo a 27 anni circa (quindi è nato all’incirca nel 1791). Questo conferma quindi che Lorenzo era effettivamente malato.
c) il certificato porta la data del 28 gennaio 1819. Certificato richiesto dal notaio, a cui è stato consegnato un mese dopo la morte di Lorenzo.
d) il Parroco si chiamava Simonetti.
e) la chiesa è: S. Maria in Campo Carleo (1)
f) perchè la sua morte è registrata nel quartiere “Monti”, se risiede in via del Babuino?

All’Archivio storico di S. Giovanni, dove si trovano tutti i registri di tutte le Parrocchie di Roma, potremo trovare il registro da cui è stato fatto questo certificato di morte e con esso risalire a dove lorenzo abitava.

Un carissimo amico, Alberto Fiorani di Ostra Vetere, mi ha aiutato a decifrare il nome della Chiesa, che io avevo erroneamente letto come “S. Maria in Campo Cadeo“.
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Alberto Fiorani, che qui ringrazio, mi ha inviato anche le seguenti informazioni storiche sulla detta Chiesa:
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Non S. Maria in Campo Cadeo (Cadeo sta per Casa di Dio come venivano a volta denominati gli istituti per gli esposti), bensì S. Maria in Campo Carleo: M22. S. MARIAE DE CAMPO CARLEICenc. 306 (in Campocaruleonis): den. VI, sine clericis — Paris. 74 (de campo Carlei) — Taur. 7 (Campi Carlei): habet sacerdotem et clericum — Sign. 166 (in campo Carlei).Il cognome di questa chiesuola ricorda un nobile romano del sec. X o XI che portò il nome greco di Kaloleo; anche le origini della chiesa possono quindi rimontare a poco prima o poco dopo il Mille. È ricorda sotto il nome di S. Maria in Campo Carleo nel Liber Anniversariorum del Salvatore (sopra p. 53 n. 18), e nei cataloghi di S. Pio V (p. 98 n. 71) e dell’ Anonimo Spagnuolo (p. 110 n. 130). Ma dalla fine del sec. XV in poi venne in uso il cognome di Spoglia Cristo, da una imagine rappresentante il Salvatore spogliato dagli Ebrei, che esisteva sopra la porta principale. Sotto questo nome è registrata nei Liber Anniversariorum di S. Maria in Porticu (p. 50 n. 35) e del Gonfalone (p. 63 n. 29), nonchè nella Tassa di Pio IV (p. 94 n. 296). Il catalogo del 1555 (83124) lo dice: Spoglia Christi alias in Campo Carleo prope Forum Nervae. Nel catalogo del 1492 (sopra p. 70 n. 56) viene chiamato S. Salvatoris in spolia Christi. Il sito è notato sulla pianta del Bufalini f. GH col nome S. Salvatoris e su quella del Nolli n. 121. Fu demolita nell’ anno 1864.Del Sodo Vallicell. f. 96 v., Vatic. p. 217; Panciroli 1 481 2 199; Lonigo Barb. f. 37, Vallicell. f. 53v.; Martinelli 187; Bruti vol. 19 (to. XVIII) f. 768‑770 (ital.), vol. 13 (to. XII) f. 197‑199 (lat.), vol. 6 f. 17v.-22 (= ib. VII c. 6); Cancellieri de secretariis IV p. 1765; Nibby 360; Adinolfi II 55; Forcella XI p. 425‑534; Armellini 1 333 2 168. • Titi 235.  In allegato ti invio la riproduzione di una vecchia stampa della chiesa. Ciao.Alberto Fiorani.
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In “ROMA nel 1838” del Nibby, leggo:
S. MARIA IN CAMPO CARLEO. Chiesa del rione I. Monti, stata già parrocchia, ma che a causa della sua angustia cessò d’esser tale nel pontificato di Leone XII. Si ritiene comunemente che il nome che le si dà derivi dall’antica famiglia de’ Leoni, perchè quivi eravi il palazzo ed anche la piazza Caroli Leonis; e si vuole che dal nome Carlo Leoni, la plebe in seguito formasse la corrotta nominazione di Campo Carico. Nel secolo XVI. dicevasi anche Spolia Christi, e ciò per una immagine di Cristo, rappresentato in atto d’essere spogliato da’ giudei per poi legarlo alla colonna. La quale immagine per ordine di Sisto V fu tolta via, affinchè tal soprannome andasse in disuso, ed in suo luogo ora si vede la B. Vergine col Bambino, pittura di Mario Arconio: il quadro colla Madonna e gli apostoli Pietro e Paolo è di Aureliano Milani bolognese. Il suddetto pontefice Sisto V unì a questa chiesa i diritti di quella che l’era prossima dedicata ai santi Ciro e Giovanni, negli scrittori de’bassi tempi nota sotto il nome di s. Abbaciro.
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