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Presentazione libro a Palazzo Valentini su Domenico Cimarosa

Convegno – Roma, Palazzo Valentini, 26 febbraio 2026

Presentazione del libro-ricerca di Fabio Di Lella e Maurizio Brunacci (di seguito: il sottoscritto) sulla vita personale di Domenico Cimarosa: i suoi genitori, le sue due mogli, i suoi quattro figli, i testimoni oculari che conobbero personalmente il compositore e, naturalmente, la sua profonda amicizia con il Card. Ercole Brunacci Consalvi.

 

Resoconto degli interventi

Presenti le autorità di Aversa: il Sindaco Francesco Matacena e l’Assessore alla Cultura Ugo Rufino.

Il convegno si apre con i saluti del sottoscritto e con una sorpresa:

«Un saluto a tutti i presenti, agli amici e agli ospiti. È con molto piacere che vi comunico che oggi mi sono fatto un piccolo, grande regalo: ho chiesto alla mia nipotina Eva Semproni, di 13 anni, di aiutarmi ad aprire questo convegno. La ringrazio per aver accettato con entusiasmo. Le cedo quindi con piacere la parola».

 

Intervento introduttivo della mia nipotina Eva Semproni:

«Nonno Maurizio mi ha chiesto di leggere per lui l’introduzione a questo convegno. Ho accettato molto volentieri e sono felice di farlo oggi. Siamo qui per raccontarvi una scoperta nata quasi per caso, ma che si è rivelata davvero interessante e appassionante. Tutto è cominciato da un convento di Roma che pensavamo fosse stato soppresso. In realtà il convento è ancora attivo, ed è proprio lì che abbiamo trovato la scheda anagrafica di Costanza Cimarosa, figlia del famoso compositore Domenico Cimarosa. Questo documento contiene informazioni diverse da quelle riportate finora nelle biografie ufficiali del compositore. Fin dall’inizio abbiamo quindi deciso di basare la nostra ricerca esclusivamente su documenti originali e testimonianze dell’epoca, senza affidarci alle biografie già esistenti. Nel nostro lavoro ci siamo ispirati a due importanti studiosi: il professor Antonio Salvatore Romano e lo storico divulgatore Alessandro Barbero. Il professor Romano ci insegna che la ricerca storica richiede coscienza e rispetto. Alessandro Barbero ci ricorda invece quanto sia importante utilizzare fonti verificabili e accessibili a tutti. Questo è l’approccio che abbiamo seguito: attenzione alle fonti, verifica diretta e disponibilità a rimettere in discussione ciò che era stato scritto in precedenza. A questo punto cedo la parola al Maestro di Musica Fabio Di Lella, che ci spiegherà come il caso e la fortuna abbiano avuto un ruolo importante in questo lavoro».

 

Fabio Di Lella dà quindi la parola a Roberta Fidanzia, Presidente del Centro Studi Feminum Ingenium, che porta i saluti e gli auguri dell’associazione.

Segue l’intervento dell’On. Francesca Barbato, consigliera capitolina, alla quale dobbiamo l’interesse istituzionale per la nostra ricerca sul celebre compositore aversano-napoletano.

Il Sindaco di Aversa, Francesco Matacena, propone un ampio excursus storico sulla città normanna.

Don Michele, parroco della chiesa di S. Audeno in Aversa, dove si conserva il certificato di battesimo di Cimarosa, ricorda i numerosi convegni e concorsi organizzati nella sua parrocchia in memoria del compositore.

Giuseppe Lettieri, Presidente della Pro Loco Normanna di Aversa, nel suo interessante intervento mostra alcune fotografie che documentano l’evoluzione di “Casa Cimarosa”: da rudere a vero e proprio museo.

Umberto Calamita racconta di Claudine Sambat De La Matelle, discepola di Cimarosa, la quale fuggì da Napoli aiutata dal Maestro e accompagnata da Pietro Belloni, suo amico e collega. Ricorda inoltre Rose Foliot, che nel 1793 diede il nome Cimarosa al proprio figlio, dimostrando quanto fosse ampia la fama del compositore. Tali ricerche in Francia sono state possibili grazie alla collaborazione di Florence Boulley-Duparc, ringraziata anche nel libro.

Antonio Salvatore Romano, in videocollegamento da Napoli, offre un’accurata ricostruzione del contesto politico del 1799, segnato dalla brevissima esperienza della Repubblica Napoletana e dalla dura repressione della controrivoluzione borbonica. In tale clima maturò anche l’arresto di Domenico Cimarosa, colpevole di aver musicato l’inno repubblicano, episodio che incise profondamente sulla sua vicenda umana e artistica.

Infine, Fabio Di Lella, documenti alla mano, smonta due narrazioni protrattesi per oltre due secoli, frutto di un reiterato “copia-incolla” di studiosi che non avevano verificato le fonti: la cosiddetta “narrazione Pallante”, secondo la quale le mogli del compositore sarebbero state Costanza Pallante e Gaetana Pallante, mentre dai documenti emergono i nomi Costanza Suffi e Gaetana Romaniello; l’errata data di morte di Gennaro Cimarosa, padre del compositore, avvenuta nel 1750 (e non nel 1757), nonché il luogo del decesso, verificatosi a Pozzuoli mentre era al servizio del nobile Andrea Filomarino, e non a Napoli, dove si era tramandata la versione della caduta da un’impalcatura durante i lavori alla Reggia di Capodimonte.

 

Conclusi gli interventi, Nicola Abate al pianoforte, Giuseppe Ariano al flauto e il soprano ucraino aversano Yuliana Pylypiuk hanno completato la serata con un raffinato momento musicale.

 

La serata si è conclusa con un buffet, durante il quale si è continuato a progettare nuove iniziative, in particolare la creazione ad Aversa di un Centro Studi dedicato a Domenico Cimarosa.

 

Usciti da Palazzo Valentini, ci siamo immersi nella suggestiva Rome by Night, godendoci una rilassante passeggiata nella splendida notte romana.

 

Di seguito galleria fotografica e video dell’evento.

Convegno Domenico Cimarosa 2026