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Amicizia tra Cimarosa e Consalvi

Cimarosa incontra Consalvi

Domenico Cimarosa 17.12.1749 – 11.01.1801

Ercole Consalvi 08.06.1757 – 24.01.1824

Avendo ormai a disposizione gli elementi anagrafici completi del compositore Domenico Cimarosa, insieme alla testimonianza diretta dell’amico Giuseppe Sigismondo e alla biografia di Ercole Brunacci Consalvi, possiamo provare a ricostruire come nacque la loro amicizia nella Roma del 1776-1777.

Nel 1777 Domenico Cimarosa sposò Costanza Suffi, figlia della cantante teatrale Cecilia Checcucci. La Checcucci aveva vissuto a Roma, dove aveva sposato Paolo Suffi, dal quale era nata Costanza. Rimasta vedova a Venezia, si era poi risposata a Napoli con Mattia Pallante.

Sigismondo ci offre due informazioni preziose per comprendere l’arrivo di Cimarosa a Roma: la prima, che fu proprio Cecilia Checcucci — di casa nei teatri romani — a convincere il giovane compositore ad accompagnarla nella capitale insieme alla figlia; la seconda, che ella gli fece confezionare un abito nuovo, sostituendo la zimarra collegiale che egli ancora indossava.

Dettagli solo apparentemente marginali. La Checcucci sapeva bene ciò che faceva: aveva bisogno di un Cimarosa presentabile non soltanto agli impresari e ai proprietari dei teatri, ma anche agli ambienti dell’alta società romana, dove intendeva introdurlo.

Siamo nel 1776. In quello stesso anno anche un giovane Ercole Consalvi, uscito dal Collegio di Frascati per entrare nell’Accademia dei Nobili Ecclesiastici a Roma, in piazza della Minerva, iniziava a muovere i primi passi nella società aristocratica della città. Fino al 4 ottobre 1781 vi studiò scienze ecclesiastiche e diritto civile. Insieme al fratello Andrea, fu introdotto nei salotti romani dalla madre Claudia Carandini. Il padre, Giuseppe, era morto venticinquenne nel 1763.

Quell’alta società frequentava naturalmente i teatri cittadini. Proprio in questo ambiente, nel 1777, Cimarosa fece il suo primo debutto romano, poco dopo aver sposato a Napoli Costanza Suffi.

Una ricerca di Martina Grempler sulla cronologia del Teatro Valle documenta che nel carnevale del 1777 vi furono rappresentati I tre amanti, con musica di Domenico Cimarosa, “Maestro di Cappella Napolitano”, e il dramma giocoso in tre atti L’Armida immaginaria, composto anni prima a Napoli. Al Teatro Valle seguirono poi altre rappresentazioni quasi ogni anno fino all’estate del 1786.

È dunque in questo intreccio di vita teatrale e feste dell’alta società che, con ogni probabilità, Ercole Consalvi conobbe Domenico Cimarosa. Da quell’incontro nacque un’amicizia profonda e duratura, destinata a superare persino la morte del compositore.

Fu lui a convincere Costanza, la figlia di Cimarosa, a trasferirsi dal convento napoletano — situato sulla salita di Pontecorvo e oggi non più esistente, il cui archivio è andato disperso — a un convento romano tuttora attivo.

È lì che è tutt’ora conservata la scheda monastica di suor Cimarosa: un documento prezioso che ha permesso di ricostruire aspetti fondamentali della vita personale e familiare del celebre compositore, che verranno presentati nel convegno che si terrà il 26 febbraio a Roma, a Palazzo Valentini.

A posteriori, dunque, non possiamo che rivolgere un sentito ringraziamento ad Ercole Brunacci Consalvi.