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3 ottobre 2026 in Campidoglio

Dopo il convegno tenutosi a Palazzo Valentini, nel quale sono stati presentati i risultati delle nostre ricerche archivistiche sulla famiglia del compositore Domenico Cimarosa, e dopo il successivo incontro presso la sede della Treccani, dedicato alla presentazione di un importante documento che attesta l’origine romana del nonno del compositore, siamo stati invitati dal Centro Studi Feminum Ingenium, presieduto da Roberta Fidanzia, a partecipare al convegno che si terrà in Campidoglio la mattina del prossimo 3 ottobre 2026.

Per questa occasione abbiamo scelto di soffermarci su una delle figure femminili più significative emerse nel corso delle nostre ricerche: Anna Di Francesco, madre di Domenico Cimarosa.

La sua è una vicenda umana straordinaria. Sposata tre volte, rimasta vedova due volte in giovane età, madre di sei figli, sopravvisse a tutti e tre i mariti e persino al celebre figlio Domenico. Le fonti archivistiche restituiscono l’immagine di una donna capace di affrontare prove durissime senza arrendersi, ricostruendo ogni volta la propria vita e quella della sua famiglia.

Nel corso del nostro intervento ricorderemo anche altre figure femminili incontrate lungo il percorso di ricerca.

Tra queste, Claudine Sambat de La Matelle, allieva francese del Cimarosa, protagonista insieme al pianista Pietro Belloni di una rocambolesca fuga attraverso il Mediterraneo negli anni delle guerre rivoluzionarie e napoleoniche. Un viaggio che li condusse da Napoli a Malta, poi a Smirne, dove furono coinvolti nei drammatici tumulti che colpirono il quartiere francese della città. Dopo una lunga traversata verso Costantinopoli, San Pietroburgo e Riga, riuscirono infine a rientrare in Europa occidentale, ritrovandosi a Parigi e coronando la loro storia con il matrimonio.

Parleremo inoltre di Gaetana Romaniello, seconda moglie del compositore, figura centrale nella vita privata di Cimarosa e ancora oggi oggetto di nuove indagini archivistiche che stanno contribuendo a chiarire aspetti poco conosciuti della sua biografia.

Un altro nome emerso dalle nostre ricerche è quello di Rose Foliot, donna francese che nel 1793 impose al proprio figlio il nome “Cimarosa”, testimonianza dell’enorme notorietà raggiunta dal compositore, ancora vivente, in tutta Europa.

 

 

Programma completo del convegno del 3 ottobre nella Sala della Protomoteca in Campidoglio.

 

 

Nella nostra Locandina dell’evento del 3 ottobre in Campidoglio è raffigurata al centro una giovanissima Anna Di Francesco, madre del compositore Domenico Cimarosa, all’età di 21 anni: gli anni che aveva nel 1746, al momento del suo secondo matrimonio con Gennaro Cimmarosa (con due “m”).

Rimasta vedova per la seconda volta nel 1750, Anna affrontò con straordinaria forza le difficoltà della vita e, alcuni anni dopo, nel 1754, si risposò con Filippo Giannattasio, più giovane di lei di sette anni, dal quale ebbe altri quattro figli.

La sua vicenda umana, ricostruita attraverso documenti e fonti archivistiche originali, rappresenta uno degli aspetti più interessanti emersi dalle nostre ricerche sulla famiglia Cimarosa.